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Studio · principianti

Una routine di pianoforte jazz di 20 minuti per principianti

«Su cosa devo esercitarmi?» è la domanda che sento più spesso dai miei allievi. Ecco la mia risposta per i principianti: venti minuti al giorno, cinque blocchi brevi, ognuno con un esempio da suonare direttamente in questa pagina.

Di Dima, pianista jazz e insegnante di teoria e armonia jazz, laurea magistrale in Musicologia · ottobre 2026 · 7 min di lettura

Ogni esempio di questa pagina si può ascoltare: premi ▶ Suona, scegli una tonalità e guarda i tasti illuminarsi ( mano sinistra, mano destra, melodia, basso).

In questo articolo
  1. La routine in sintesi
  2. Blocco 1 (3 minuti): arpeggi degli accordi di settima
  3. Blocco 2 (5 minuti): il ii–V–I con le note guida
  4. Blocco 3 (3 minuti): dai un ritmo alla mano sinistra
  5. Blocco 4 (5 minuti): improvvisa su un blues
  6. Blocco 5 (4 minuti): un brano, e l’ascolto
  7. Un piano settimanale per tutte le 12 tonalità
  8. Come farla diventare un’abitudine
  9. Le domande dei miei allievi
  10. Ascolti consigliati
  11. L’autore

La maggior parte dei principianti a cui insegno ha lo stesso problema: non la mancanza di tempo, ma la mancanza di una direzione. Si siedono, suonano qualcosa che sanno già, provano qualcosa visto in un video, si bloccano, e venti minuti dopo non sono sicuri di cosa abbiano studiato.

Una routine breve risolve il problema. Sai sempre cosa viene dopo, ogni aspetto del suonare jazz riceve un po’ di attenzione ogni giorno, e i piccoli passi quotidiani si sommano più in fretta di quanto crederesti. Ecco la routine che do agli allievi nei primi mesi.

La routine in sintesi

MinutiBloccoCosa allena
0–3Arpeggi degli accordi di settimaconoscenza degli accordi, dita
3–8ii–V–I con le note guidala mano sinistra, la progressione più comune
8–11Un ritmo per la mano sinistracomping, tempo
11–16Improvvisare su un bluesritmo, fraseggio, coraggio
16–20Un brano + ascoltorepertorio, stile

Usa un timer. Quando suona, passa oltre, anche se sei a metà di qualcosa. La routine funziona perché è breve e perché la fai ogni giorno.

Blocco 1 (3 minuti): arpeggi degli accordi di settima

Scegli la fondamentale di oggi e suona i suoi quattro accordi di settima di base come arpeggi, in salita e in discesa: maj7, 7, m7 e m7♭5. Di’ i nomi mentre suoni («C, E, G, B»). Così costruisci la conoscenza degli accordi da cui dipendono tutti gli altri blocchi.

Blocco 1: arpeggi degli accordi di settima maj7, 7, m7 e m7♭5 sulla stessa fondamentale, in salita e in discesa, in ottavi.

Cmaj7: C–E–G–B · C7: C–E–G–B♭ · Cm7: C–E♭–G–B♭ · Cm7♭5: C–E♭–G♭–B♭

Ottavi con lo swingLungo–corto, lungo–corto, come la prima e l’ultima nota di una terzina. L’esempio li suona così; copia la sensazione.

Blocco 2 (5 minuti): il ii–V–I con le note guida

Il ii–V–I c’è in quasi ogni standard. Suonalo nella mano sinistra con due sole note, le note guida (la 3ª e la 7ª): Dm7 come 3–7 (F–C), G7 come 7–3 (F–B), Cmaj7 come 3–7 (E–B). La linea di basso la suona il contrabbassista, quindi la fondamentale non ti serve. Tre tonalità al giorno. Se le note guida sono una novità per te, leggi prima la mia lezione sulle note guida.

Blocco 2: il ii–V–I con le note guida La mano sinistra suona due note, 3–7, 7–3, 3–7 (F–C, F–B, E–B in C); il basso suona le fondamentali.

Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B

Ascolta: a ogni cambio una nota resta e una si sposta di un semitono. Poi canta la linea che si muove (C, B, B) mentre suoni. Cantare è il modo più veloce per collegare ciò che senti a ciò che suoni.

Quando ti viene facile, passa ai voicing senza fondamentale dell’esercizio sul ii–V–I, ma tieni gli stessi cinque minuti.

Blocco 3 (3 minuti): dai un ritmo alla mano sinistra

Nel jazz la mano sinistra è uno strumento ritmico. Suona lo stesso ii–V–I nelle tonalità di oggi, ora con il ritmo Charleston: un accordo breve sul 1º movimento e un altro sul levare del 2. Tienilo corto ed esattamente a tempo.

Blocco 3: dai un ritmo alla mano sinistra Lo stesso ii–V–I con il ritmo Charleston: il 1º movimento e il levare del 2.

Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B

Quando il ritmo Charleston ti viene facile, prova gli altri ritmi della mia lezione su come fare comping: un accordo lungo per battuta, i movimenti 1 e 3, l’anticipazione. E ricorda: non devi suonare ogni accordo.

Blocco 4 (5 minuti): improvvisa su un blues

Improvvisa ogni giorno, anche se ti sembra goffo. Il blues in 12 battute in F è il posto migliore: tre accordi e una sola scala che funziona su tutti, la scala blues di F (F, A♭, B♭, B, C, E♭). Tieni le note guida nella mano sinistra, un accordo lungo per battuta, e suona frasi brevi con lunghe pause nella destra.

Blocco 4: un blues su cui improvvisare Una fondamentale lunga al basso, note guida tenute nella mano sinistra; frasi blues brevi con lunghe pause nella mano destra.

F7: A–E♭ · B♭7: A♭–D · F7: A–E♭ · B♭7: A♭–D · F7: A–E♭ · C7: B♭–E · B♭7: A♭–D · F7: A–E♭ · C7: B♭–E

Datti una sola regola al giorno: oggi solo tre note; domani solo sui levare; dopodomani ogni frase parte sul 2º movimento. I limiti ti rendono creativo, e settimana dopo settimana ti sentirai migliorare.

L’errore che blocca la maggior parte dei principiantiAspettare di «saperne abbastanza» per improvvisare. Non ti sentirai mai pronto. Cinque minuti al giorno di improvvisazione imperfetta ti insegneranno più di un mese passato a leggerne.

Blocco 5 (4 minuti): un brano, e l’ascolto

Scegli un brano e restaci per qualche settimana. Per i principianti il primo brano dovrebbe essere un blues: 12 battute, solo tre accordi e una melodia breve che puoi imparare a orecchio. «Blue Monk» è perfetto. Altre due ottime scelte: «C Jam Blues», la cui melodia usa solo due note, e «Bags’ Groove», costruito su un unico riff breve dal sapore blues. Ogni giorno suona la forma una volta: prima la sola mano sinistra, poi melodia e mano sinistra insieme.

Passa l’ultimo minuto ad ascoltare un disco dello stesso brano, e segui la forma mentre ascolti. Più versioni conosci, meglio lo suonerai.

Quando il blues ti viene facile, scegli uno standard con più accordi. «Autumn Leaves» è il passo successivo che propongo ai miei allievi.

Un piano settimanale per tutte le 12 tonalità

I blocchi da 1 a 3 cambiano tonalità ogni giorno. In una settimana le copri tutte e dodici:

GiornoTonalità
LunedìC, F
MartedìB♭, E♭
MercoledìA♭, D♭
GiovedìG♭, B
VenerdìE, A
SabatoD, G
Domenicale tue due tonalità più difficili

Ogni esempio qui sopra ha un menu delle tonalità e un pulsante Tutte le 12 tonalità, così puoi ascoltare le tonalità di oggi prima di suonarle.

Come farla diventare un’abitudine

Le domande dei miei allievi

Venti minuti al giorno bastano davvero?

Per i primi mesi sì, se sono ogni giorno e concentrati. Molti allievi studiano di più e progrediscono di meno, perché ripetono ciò che sanno già. Quando venti minuti ti sembrano facili, aggiungi un secondo giro del blocco 4 o un secondo brano.

Devo imparare prima le scale?

Impara prima gli accordi. Nel jazz le scale nascono dagli accordi: quando conosci le note dell’accordo, le note della scala sono i passi tra l’una e l’altra. Per ora gli arpeggi del blocco 1 sono il tuo studio delle scale.

Vengo dal pianoforte classico. Cosa cambia?

Tre cose: leggerai le sigle invece di ogni singola nota, suonerai gli ottavi con lo swing e improvviserai. La routine le allena tutte e tre. La tua tecnica ti aiuterà; abbi pazienza con il ritmo.

Quanto ci vorrà prima di suonare un brano intero?

Con questa routine, la maggior parte dei miei principianti suona una versione semplice del primo brano, mano sinistra e melodia, nel giro di qualche settimana, e qualche settimana dopo ci improvvisa sopra un chorus. Ognuno è diverso; lo studio regolare conta molto più del talento.

Ascolti consigliati

Blues semplici da imparare per primi, e i dischi da cui impararli.

  1. “Blue Monk”, Thelonious Monk · Thelonious Monk Trio (1954)
  2. “C Jam Blues”, Oscar Peterson Trio · Night Train (1962)
  3. “Bags’ Groove”, Miles Davis · Bags’ Groove (1954): Thelonious Monk, pianoforte
  4. “Bags’ Groove”, Modern Jazz Quartet · The Last Concert (1974): Milt Jackson, vibrafono; John Lewis, pianoforte
  5. “Straight, No Chaser”, Thelonious Monk · Straight, No Chaser (1967)
  6. “Blues by Five”, Miles Davis Quintet · Cookin’ (1956): Red Garland, pianoforte
  7. “Blue Seven”, Sonny Rollins · Saxophone Colossus (1956): Tommy Flanagan, pianoforte
  8. “Blue ’n’ Boogie”, Miles Davis · Walkin’ (1954): Horace Silver, pianoforte
  9. “Bessie’s Blues”, John Coltrane · Crescent (1964): McCoy Tyner, pianoforte
  10. “Freddie Freeloader”, Miles Davis · Kind of Blue (1959): Wynton Kelly, pianoforte

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