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Voicing · intermedio

Voicing di Bill Evans: la mano sinistra senza fondamentale, in modo semplice

Quattro note, niente fondamentale, e all’improvviso la mano sinistra suona come un disco del 1959. Ecco come funzionano i voicing senza fondamentale legati a Bill Evans, e un modo semplice per portarli in tutte le 12 tonalità.

Di Dima, pianista jazz e insegnante di teoria e armonia jazz, laurea magistrale in Musicologia · ottobre 2026 · 6 min di lettura

Ogni esempio di questa pagina si può ascoltare: premi ▶ Suona, scegli una tonalità e guarda i tasti illuminarsi ( mano sinistra, mano destra, melodia, basso).

In questo articolo
  1. Perché lasciare fuori la fondamentale?
  2. Le due forme: A e B
  3. L’accordo 6/9: un maggiore più morbido
  4. Il ii–V–I: perché A e B si alternano
  5. Una catena più lunga
  6. Mettere una melodia sopra
  7. Come esercitarsi
  8. Gli errori che sento più spesso
  9. Le domande dei miei allievi
  10. Ascolti consigliati
  11. L’autore

Chiedi a una classe di studenti di pianoforte jazz quale suono vorrebbero, e molti diranno Bill Evans. Gli accordi caldi e cantabili sotto la melodia, l’armonia che sembra fluttuare: gran parte di quel suono nasce nella mano sinistra, con un tipo di voicing che lascia fuori la fondamentale.

Questi voicing senza fondamentale (rootless) vengono spesso chiamati semplicemente «voicing di Bill Evans». Evans non era l’unico pianista del suo tempo a usarli (li senti da Wynton Kelly, Red Garland e molti altri alla fine degli anni ’50), ma sono stati i suoi dischi a rendere famoso quel suono. La buona notizia: il sistema che c’è dietro è semplice. Due forme per accordo, e una regola per sapere quando usare l’una o l’altra.

Perché lasciare fuori la fondamentale?

In una band il contrabbassista suona la fondamentale in battere. Se la suona anche il pianista, i due si scontrano, e l’accordo diventa denso e impastato nel registro grave. Senza fondamentale, la mano sinistra è libera di suonare le note che danno colore all’accordo:

Quattro note, tutte dentro un’ottava, proprio nel registro centrale del pianoforte. È lì che vive il suono.

Le due forme: A e B

Ogni accordo ha due forme senza fondamentale:

Il tipo B è semplicemente il tipo A con la metà inferiore spostata un’ottava sopra. Ecco le due forme su un accordo maggiore, uno di dominante e uno minore. Scegli una tonalità e premi Suona:

Tipo A e tipo B sulla stessa fondamentale maj9, 13 e m9: ognuno dalla sua 3ª (A), poi dalla sua 7ª (B).

Cmaj9: E–G–B–D · Cmaj9: B–D–E–G · C13: E–A–B♭–D · C13: B♭–D–E–A · Cm9: E♭–G–B♭–D · Cm9: B♭–D–E♭–G

Una regola da ricordareLe forme A partono dalla 3ª, le forme B dalla 7ª. Se trovi in fretta la 3ª e la 7ª di qualsiasi accordo, puoi costruire entrambe le forme.

L’accordo 6/9: un maggiore più morbido

Su un accordo maggiore, soprattutto alla fine di un brano, molti pianisti sostituiscono la 7ª maggiore con la 6ª. Il risultato, un accordo 6/9 (C – E – G – A – D senza la fondamentale: E – G – A – D), suona aperto e stabile, senza il morso della 7ª maggiore contro la fondamentale.

L’accordo 6/9 Sostituisci la 7ª maggiore con la 6ª: 3–5–6–9 (A) e 6–9–3–5 (B).

Cmaj9: E–G–B–D · C6/9: E–G–A–D · C6/9: A–D–E–G

Il ii–V–I: perché A e B si alternano

Suona un ii–V–I alternando le forme, A – B – A, e succede qualcosa di bello: quasi ogni nota si muove di un grado o resta ferma. Dm9 (F – A – C – E) diventa G13 (F – A – B – E): si muove solo la nota C, giù di un semitono. Poi G13 diventa C6/9 (E – G – A – D): ogni voce scende di un grado.

Questo è il collegamento delle voci: invece di saltare da un accordo all’altro, la mano scivola. È il motivo per cui questi voicing suonano così fluidi, ed è il motivo per cui sono comodi da suonare.

ii–V–I: A – B – A, con finale su 6/9 Ogni nota di G13 scende di un grado su C6/9.

Dm9: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · C6/9: E–G–A–D

Esercitati anche su B – A – B: Dm9 dalla sua 7ª, G13 dalla sua 3ª, C dalla sua 7ª. Quale ordine usare dipende dalla tonalità. Scegli quello che tiene la nota più bassa più o meno tra C♯3 e C4.

Una catena più lunga

Molti standard mettono in fila diversi accordi di dominante, ognuno a una 4ª dal successivo: iii – VI – ii – V – I (Em7 – A7 – Dm7 – G7 – Cmaj7 in C). Continua ad alternare A e B e tutta la catena resta sotto un’unica posizione della mano:

Una catena più lunga: iii – VI – ii – V – I Em7, A13, Dm9, G13, Cmaj9: A e B a turno, la mano si muove appena.

Em7: G–B–D–F♯ · A13: G–B–C♯–F♯ · Dm9: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D

Suonala lentamente e ascolta la voce più acuta (in C): F♯, F♯, E, E, D. Una melodia compare da sola, senza che tu ci pensi. Quella melodia interna è una parte importante di ciò che rende così lirico questo modo di suonare.

Mettere una melodia sopra

Ora la mano destra. A tempo di ballad, tieni il voicing della mano sinistra e lascia che la melodia si muova sopra. Tieni la melodia sopra il voicing (intorno a C5 e più in alto), così le due mani non si intralciano. La melodia qui è una linea originale che ho scritto per questa lezione:

Sotto una melodia, a tempo di ballad La mano sinistra tiene i voicing senza fondamentale; la destra suona una melodia originale (due volte sul ii–V–I).

Quando suoni un brano vero in questo modo, a volte la nota della melodia cade dentro il voicing. Allora togli quella nota dalla mano sinistra, oppure scegli l’altra forma.

Come esercitarsi

  1. Due forme, una fondamentale. Cmaj9, C13, Cm9, tipo A e tipo B, poi la fondamentale successiva lungo il circolo delle quarte. Di’ le note ad alta voce.
  2. Il ii–V–I, A – B – A e B – A – B, tre tonalità al giorno, lentamente. I pulsanti Tutte le 12 tonalità qui sopra girano lungo il circolo.
  3. La catena iii – VI – ii – V – I in due tonalità al giorno.
  4. Un brano. Prendi uno standard pieno di ii–V–I, come «Autumn Leaves», e suona solo la mano sinistra su tutta la forma, poi aggiungi la melodia.

Gli errori che sento più spesso

Le domande dei miei allievi

I voicing senza fondamentale funzionano quando suono da solo?

In parte. Senza contrabbassista, la fondamentale mancante può far suonare l’armonia instabile. Suona la fondamentale sul 1º movimento e il voicing senza fondamentale subito dopo, oppure usa i voicing a due mani dell’esercizio sul ii–V–I.

E il ii–V–i minore?

La stessa idea funziona con colori diversi: il ii semidiminuito, un V con ♭9 e ♭13 e un i minore con la 9ª. Il passo 4 dell’esercizio sul ii–V–I ne ha una versione da suonare.

Bill Evans li suonava sempre così?

Nessun pianista suona un sistema. Evans costruiva gli accordi in molti modi, spesso a due mani. Le forme A e B sono un sistema didattico che coglie una parte centrale del suo suono, e del suono del pianoforte jazz dalla fine degli anni ’50 in poi.

Ascolti consigliati

Questo suono si impara con le orecchie tanto quanto con le mani. Ascolta solo la mano sinistra: dove suona, quante note, quanto spesso? La sentirai appoggiata con delicatezza tra le note della melodia, non su ogni movimento.

  1. “Waltz for Debby”, Bill Evans Trio · Waltz for Debby (1961)
  2. “My Foolish Heart”, Bill Evans Trio · Waltz for Debby (1961)
  3. “Gloria’s Step”, Bill Evans Trio · Sunday at the Village Vanguard (1961)
  4. “Autumn Leaves”, Bill Evans Trio · Portrait in Jazz (1959)
  5. “Someday My Prince Will Come”, Bill Evans Trio · Portrait in Jazz (1959)
  6. “Peace Piece”, Bill Evans · Everybody Digs Bill Evans (1958): pianoforte solo
  7. “Blue in Green”, Miles Davis · Kind of Blue (1959): Bill Evans, pianoforte
  8. “Nardis”, Bill Evans Trio · Explorations (1961)
  9. “Very Early”, Bill Evans Trio · Moon Beams (1962)
  10. “You Must Believe in Spring”, Bill Evans Trio · You Must Believe in Spring (1977)

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