Chiedi a un principiante cosa fa la mano sinistra nel jazz e di solito ti risponde «suona gli accordi». Vero, ma incompleto. In un gruppo jazz il pianista fa comping, cioè accompagna, e il comping riguarda il ritmo tanto quanto le note. Un grande accompagnatore suona come un secondo batterista che, per caso, suona anche l’armonia.
Questa lezione ti dà il voicing jazz più semplice e cinque ritmi in cui suonarlo. Ogni esempio ha una linea di basso, così senti cos’è davvero il comping: una conversazione con la band.
Il voicing jazz più semplice: due note
Per fare comping non ti servono accordi grandi. Bastano due note: la 3ª e la 7ª di ogni accordo, le note guida. Dicono all’orecchio se l’accordo è maggiore, minore o di dominante. Alla fondamentale pensa il contrabbassista.
In un ii–V–I in C:
- Dm7: F e C (3ª sotto, 7ª sopra)
- G7: F e B (7ª sotto, 3ª sopra)
- Cmaj7: E e B (3ª sotto, 7ª sopra)
Nota quanto poco si muove la mano: F resta, C scende su B, poi F scende su E. Ascolta con il basso:
Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B
Ritmo 1: un accordo lungo per battuta
Comincia dal più semplice: suona l’accordo sul 1º movimento e tienilo fino alla fine della battuta, insieme al basso. L’unico compito è cambiare accordo esattamente a tempo, sul primo movimento della battuta nuova.
Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B · Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B
Ritmo 2: movimenti 1 e 3
Ora due colpi per battuta, sui movimenti 1 e 3, insieme al basso. Suona calmo e un po’ all’antica, e va benissimo così. Quello che conta è che ogni colpo sia esattamente a tempo.
Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B · Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B
Ritmo 3: il ritmo Charleston
Il ritmo Charleston è il ritmo che ogni pianista jazz conosce: un accordo breve sul 1º movimento e un altro sul levare del 2. Conta «1 e 2 e 3 e 4 e» e suona sulle sillabe in grassetto. Ha una spinta che le note regolari in battere non hanno.
Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B · Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B
Tieni gli accordi corti, quasi staccati. Un accordo corto ha swing; un accordo tenuto si trascina.
Ritmo 4: l’anticipazione
Ora il gesto più jazzistico di tutti: suona ogni nuovo accordo un ottavo prima, sul levare del 4 della battuta precedente, e tienilo. È l’unico colpo della battuta. Si chiama anticipazione. Fa sì che la musica si sporga in avanti verso la battuta successiva.
Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B · Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B
All’inizio sembra strano, perché cambi accordo prima del basso. Esercitati lentamente, contando ad alta voce, finché l’anticipazione non ti viene naturale.
Ritmo 5: il levare del 2 e del 4
Ora suona sul levare del 2 e sul levare del 4. È la sensazione di anticipo che hai appena imparato, due volte in ogni battuta: il levare del 2 anticipa il 3º movimento, e il levare del 4 anticipa il 1º movimento della battuta successiva. Conta «1 e 2 e 3 e 4 e» e suona sulle sillabe in grassetto.
Suona gli accordi staccati: brevissimi, poi solleva la mano. Gli accordi corti lasciano spazio, ed è lo spazio che fa nascere lo swing.
Non arrivi mai insieme al basso, quindi voi due riempite spazi diversi. È leggero, ha swing e lascia tanto spazio al solista.
Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B · Dm7: F–C · G7: F–B · Cmaj7: E–B
Mettere tutto insieme: mescolare i ritmi
Il vero comping non ripete mai a lungo uno stesso schema. Il pianista cambia ritmo ogni battuta o due, risponde al solista e anticipa l’accordo successivo.
E la regola più importante: non devi suonare ogni accordo. Lascia delle pause. Il comping serve a sostenere la mano destra (o il solista), non a coprirla. Quando la mano destra suona una frase, la sinistra suona meno, o si ferma. Quando la destra fa una pausa, la sinistra può rispondere.
Ecco un blues in 12 battute in F. La mano destra suona tre frasi brevi con la scala blues; la sinistra mescola i cinque ritmi e lascia intere battute vuote per fare spazio:
F7: A–E♭ · B♭7: A♭–D · F7: A–E♭ · B♭7: A♭–D · F7: A–E♭ · C7: B♭–E · B♭7: A♭–D · F7: A–E♭ · C7: B♭–E
Nel blues le note guida si muovono per semitoni: F7 ha A ed E♭; B♭7 ha A♭ e D. Un dito scende di un semitono, anche l’altro scende di un semitono, e poi tornano. Non lasci quasi mai la stessa posizione della mano.
Come esercitarsi nel comping
- Un ritmo al giorno, ii–V–I in tre tonalità, con il metronomo sui movimenti 2 e 4 (come si fa nel jazz).
- Conta ad alta voce mentre suoni. Se non riesci a contare e suonare insieme, rallenta.
- Mescola due ritmi: ritmo Charleston per due battute, anticipazione per due battute.
- Accompagna un disco. Metti un blues che ami e accompagnalo piano. Ascolta cosa fa il pianista nel disco e copia un’idea.
- Registra ogni take e riascoltalo. Da ascoltatore senti il tuo tempo molto meglio che mentre suoni.
Gli errori che sento più spesso
- «Non posso saltare un accordo!» Sì che puoi. Non devi suonare ogni accordo: le pause fanno spazio alla mano destra e al solista, e il contrabbassista porta avanti l’armonia. Lasciare fuori degli accordi fa parte del comping.
- Tenere ogni accordo. Gli accordi corti hanno swing. Solleva la mano.
- Suonare su ogni movimento, sempre. Lo spazio fa parte del comping. Lascia battute vuote.
- Troppo forte. Il comping sostiene, non guida. Suona più piano della melodia.
- Correre sulle anticipazioni. Il levare del 4 arriva tardi nella battuta, non a metà. Contalo.
- Accordi grandi troppo presto. Due note ben a tempo valgono più di cinque note a tempo incerto.
Le domande dei miei allievi
Mi serve un contrabbassista per fare comping?
No. Quando suoni da solo, aggiungi la fondamentale sul 1º movimento con la mano sinistra e accompagna con la destra, oppure suona le note guida con la fondamentale aggiunta sotto.
Quando posso usare voicing più grandi?
Appena il comping a due note ti viene facile in diverse tonalità. Il passo successivo sono i voicing senza fondamentale a quattro note della mia lezione sui voicing di Bill Evans: i ritmi di questa pagina funzionano esattamente allo stesso modo.
Come faccio a sapere quale ritmo usare?
Ascolta il solista. Quando suona tanto, accompagna di meno. Quando lascia spazio, rispondigli. Quando la musica cresce, anticipa di più. Questo ascolto è la vera abilità, e cresce con ogni brano che suoni.
Ascolti consigliati
Dieci lezioni di comping dai dischi. Ascolta solo il pianoforte: quando suona, quando aspetta e quanto spazio lascia.
- “Oleo”, Miles Davis Quintet · Relaxin’ (1956): dietro l’assolo di tromba suona solo il contrabbasso; pianoforte e batteria entrano sui bridge
- “Bags’ Groove”, Miles Davis · Bags’ Groove (1954): Thelonious Monk, pianoforte: ascolta quanto spazio lascia
- “So What”, Miles Davis · Kind of Blue (1959): Bill Evans risponde al contrabbasso con due accordi brevi
- “Straight, No Chaser”, Miles Davis · Milestones (1958): Red Garland, pianoforte
- “Walkin’”, Miles Davis · Walkin’ (1954): Horace Silver, pianoforte
- “Blues March”, Art Blakey & the Jazz Messengers · Moanin’ (1958): Bobby Timmons, pianoforte
- “Sandu”, Clifford Brown and Max Roach · Study in Brown (1955): Richie Powell, pianoforte
- “Four”, Miles Davis Quintet · Workin’ (1956): Red Garland, pianoforte
- “Sister Sadie”, Horace Silver · Blowin’ the Blues Away (1959)
- “Freddie Freeloader”, Miles Davis · Kind of Blue (1959): Wynton Kelly, pianoforte