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Voicing · progressioni

Il ii–V–I al pianoforte: quattro passi, tutte le 12 tonalità

Il ii–V–I è la progressione più comune del jazz. Impara a costruirne i voicing in modo fluido in ogni tonalità e metà degli standard si aprono. Ecco l’esercizio che do ai miei allievi, passo per passo, con ogni esempio da suonare.

Di Dima, pianista jazz e insegnante di teoria e armonia jazz, laurea magistrale in Musicologia · ottobre 2026 · 8 min di lettura

Ogni esempio di questa pagina si può ascoltare: premi ▶ Suona, scegli una tonalità e guarda i tasti illuminarsi ( mano sinistra, mano destra, melodia, basso).

In questo articolo
  1. Cos’è un ii–V–I?
  2. Passo 1: shell voicing, lo scheletro
  3. Passo 2: voicing senza fondamentale, il suono dei dischi
  4. Passo 3: due mani, per quando suoni da solo
  5. Dagli swing: i ritmi di comping
  6. Passo 4: il ii–V–i minore
  7. L’esercizio in 12 tonalità
  8. Gli errori che sento più spesso
  9. Le domande dei miei allievi
  10. Cosa viene dopo
  11. Ascolti consigliati
  12. L’autore

Se nell’armonia jazz impari una cosa sola, impara il ii–V–I. È in quasi ogni standard: a volte una volta sola, a volte una dozzina di volte in un chorus, attraverso tonalità diverse. Quando un allievo mi dice che un brano «è difficile», nove volte su dieci il problema è un ii–V–I che non sa ancora suonare senza pensarci.

Questo articolo è l’esercizio che uso a lezione. Procede in quattro passi, dal voicing più semplice al suono di un pianista jazz che lavora. Ogni esempio si può suonare, e ogni esempio ha un pulsante Tutte le 12 tonalità. Usalo: un ii–V–I che sai suonare solo in C non è ancora tuo.

Cos’è un ii–V–I?

Numera le note di una scala maggiore da 1 a 7 e costruisci un accordo di settima su ciascuna. In C maggiore, l’accordo sulla 2ª nota è Dm7 (ii), l’accordo sulla 5ª nota è G7 (V) e l’accordo sulla 1ª nota è Cmaj7 (I). Suonali in quest’ordine e hai un ii–V–I: una tensione che cresce sul ii, arriva al culmine sul V e si risolve sul I.

Le fondamentali salgono ogni volta di una 4ª: da D a G, da G a C. Ecco perché la progressione è così forte: segue il circolo delle quarte, lo stesso percorso che fa il basso nella maggior parte degli standard.

TonalitàiiVI
CDm7G7Cmaj7
FGm7C7Fmaj7
B♭Cm7F7B♭maj7
E♭Fm7B♭7E♭maj7
A♭B♭m7E♭7A♭maj7
D♭E♭m7A♭7D♭maj7
G♭A♭m7D♭7G♭maj7
BC♯m7F♯7Bmaj7
EF♯m7B7Emaj7
ABm7E7Amaj7
DEm7A7Dmaj7
GAm7D7Gmaj7

Nota che nella tabella il I di una tonalità è seguito dal ii della successiva: lungo il circolo, ogni tonalità è una 4ª più in alto. Anche molti brani si muovono così.

Passo 1: shell voicing, lo scheletro

Comincia con due note nella mano sinistra: la fondamentale e una nota guida. Fondamentale + 7ª sul ii, fondamentale + 3ª sul V, fondamentale + 7ª sul I. In C la nota superiore fa C – B – B: un semitono, poi niente. (Se gli shell voicing sono una novità per te, comincia dalla mia lezione sulle note guida.)

Passo 1: shell voicing Fondamentale + 7ª, fondamentale + 3ª, fondamentale + 7ª.

Dm7: D–C · G7: G–B · Cmaj7: C–B

Non saltare questo passo anche se ti sembra troppo facile. Lo scopo è sentire le note guida, le 3ª e le 7ª, che si muovono con gli spostamenti più piccoli possibili. Ogni voicing più ricco di questo articolo è fatto di queste stesse note in movimento, con i colori aggiunti intorno.

Passo 2: voicing senza fondamentale, il suono dei dischi

Ascolta quasi qualsiasi trio di pianoforte jazz dalla fine degli anni ’50 in poi e sentirai la mano sinistra suonare accordi di quattro note senza la fondamentale. La fondamentale la suona il contrabbassista; il pianista suona la 3ª, la 7ª e due note di colore, la 9ª e la 5ª (o la 13ª su un accordo di dominante).

Ogni accordo ha due forme:

In un ii–V–I le alterni, A – B – A o B – A – B, e la mano resta quasi ferma:

Passo 2: voicing senza fondamentale, A – B – A Dm7 dalla sua 3ª, G7 dalla sua 7ª, Cmaj7 dalla sua 3ª: niente fondamentali, quattro note ciascuno.

Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D

Segui ogni voce: F resta F, A resta A, C scende su B, E resta E. Poi F scende su E, A scende su G, B resta B, E scende su D. Ogni voce si muove di un semitono, di un tono o resta dov’è. Questo è tutto il segreto di un’armonia jazz fluida.

Passo 2: voicing senza fondamentale, B – A – B Gli stessi accordi partendo dall’altra forma: Dm7 dalla sua 7ª, G7 dalla sua 3ª, Cmaj7 dalla sua 7ª.

Dm7: C–E–F–A · G13: B–E–F–A · Cmaj9: B–D–E–G

Dove suonarliTieni la nota più bassa di un voicing senza fondamentale più o meno tra D3 e C4. Più in basso diventa impastato; più in alto dà fastidio alla melodia. Per questo ti servono entrambe le forme: in alcune tonalità sta bene il tipo A, in altre il tipo B.

Passo 3: due mani, per quando suoni da solo

Senza contrabbassista, la fondamentale torna a servire. Dividi l’accordo: la mano sinistra suona fondamentale + 7ª, la mano destra suona la 3ª e due colori sopra. Questo suono pieno e aperto funziona per intro, finali e ballad, ed è un buon modo per imparare quali note di colore appartengono a quale accordo.

Passo 3: due mani Mano sinistra fondamentale + 7ª; mano destra 3ª, 5ª o 13ª, e 9ª.

Dm9: D–C + F–A–E · G13: G–F + B–E–A · Cmaj9: C–B + E–G–D

Sull’accordo V la mano destra suona 3 – 13 – 9 (B – E – A su G7). Quella 13ª è uno dei suoni più tipici di un accordo di dominante nel jazz.

Dagli swing: i ritmi di comping

Un voicing tenuto per tutta la battuta non è ancora comping. Suona i voicing senza fondamentale corti, con il ritmo Charleston (il 1º movimento e il levare del 2). Più avanti varialo: anticipa un accordo sul levare del 4, lascia una battuta vuota, rispondi alla melodia. Comincia da qui:

Comping: A – B – A con il ritmo Charleston Il ii–V–I due volte, senza fondamentale, corto e ritmico.

Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D · Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D

Passo 4: il ii–V–i minore

In una tonalità minore gli accordi cambiano colore: il ii è semidiminuito (m7♭5), il V di solito prende la ♭9 e il i è un accordo minore settima. In C minore: Dm7♭5 – G7♭9 – Cm7.

Una bella versione a tre note muove ogni voce di un grado o la lascia ferma: C–F–A♭, poi B–F–A♭, poi B♭–E♭–G. Segui la voce più bassa: C scende di un semitono su B, la 3ª di G7, e poi di un altro semitono su B♭, la 7ª di Cm7. Ascolta la nota A♭, la ♭9 di G7: scende di un semitono su G, la 5ª di Cm7. E F, la 7ª di G7, scende su E♭, la 3ª minore.

Passo 4: il ii–V–i minore ii semidiminuito, V7♭9, i minore settima: tre note ciascuno, ogni voce si muove di un grado o resta ferma.

Dm7♭5: C–F–A♭ · G7♭9: B–F–A♭ · Cm7: B♭–E♭–G

L’esercizio in 12 tonalità

Girare lungo il circolo delle quarte è il metodo classico, ed è esattamente quello che fanno i pulsanti Tutte le 12 tonalità qui sopra. Il mio esercizio preferito per gli allievi, però, va giù per toni: dopo l’accordo I in C, il ii–V–I successivo parte un tono più in basso, in B♭. Sei tonalità ti fanno fare tutto il giro; le altre sei partono da D♭.

L’esercizio: giù per toni (1) C, B♭, A♭, G♭, E, D: ogni nuovo ii–V–I un tono più in basso.

Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D

L’esercizio: giù per toni (2) D♭, B, A, G, F, E♭: le altre sei tonalità, A – B – A.

E♭m7: G♭–B♭–D♭–F · A♭13: G♭–B♭–C–F · D♭maj9: F–A♭–C–E♭

Un piano di quattro settimane, dieci minuti al giorno:

Dopo le quattro settimane, aggiungi il ii–V–i minore, quattro tonalità al giorno.

Di’ ad alta voce i nomi degli accordi mentre suoni. Quando riesci a fare un giro completo senza fermarti, quel passo è fatto.

Gli errori che sento più spesso

Le domande dei miei allievi

Perché si scrive «ii–V–I» con lettere minuscole e maiuscole?

I numeri romani minuscoli indicano un accordo minore (ii = Dm7 in C), i maiuscoli un accordo maggiore o di dominante (V = G7, I = Cmaj7). È un modo rapido per indicare la progressione in qualsiasi tonalità.

Mi servono i voicing senza fondamentale se suono da solo?

Non sempre. Da solo, spesso funzionano meglio i voicing a due mani del passo 3 o gli shell voicing sotto una melodia. I voicing senza fondamentale sono il suono del pianista in una band, e in ogni caso sono un ottimo allenamento per orecchie e mani.

Come lo uso su un brano vero?

Trova i ii–V–I nella griglia e segnali con delle parentesi. Un brano come «Autumn Leaves» non è fatto quasi d’altro, ed è per questo che è un primo standard così buono.

Cosa viene dopo

I voicing senza fondamentale del passo 2 sono il cuore della mano sinistra del pianoforte jazz moderno. Approfondisci con i voicing di Bill Evans per la mano sinistra, e inserisci l’esercizio in una routine di studio quotidiana di 20 minuti.

Ascolti consigliati

Brani costruiti sui ii–V–I, maggiori e minori. Ascolta gli accordi che si muovono fluidi sotto gli assoli.

  1. “Tune Up”, Miles Davis Quintet · Cookin’ (1956): Red Garland, pianoforte
  2. “Four”, Miles Davis Quintet · Workin’ (1956): Red Garland, pianoforte
  3. “Airegin”, Miles Davis Quintet · Cookin’ (1956): Red Garland, pianoforte
  4. “Moment’s Notice”, John Coltrane · Blue Train (1957): Kenny Drew, pianoforte
  5. “Joy Spring”, Clifford Brown and Max Roach · Clifford Brown & Max Roach (1954): Richie Powell, pianoforte
  6. “Solar”, Bill Evans Trio · Sunday at the Village Vanguard (1961)
  7. “Witchcraft”, Bill Evans Trio · Portrait in Jazz (1959)
  8. “Blue Bossa”, Joe Henderson · Page One (1963): ii–V–i minore; McCoy Tyner, pianoforte
  9. “Recorda Me”, Joe Henderson · Page One (1963): McCoy Tyner, pianoforte
  10. “Stablemates”, Miles Davis · Miles: The New Miles Davis Quintet (1955): Red Garland, pianoforte

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