Se nell’armonia jazz impari una cosa sola, impara il ii–V–I. È in quasi ogni standard: a volte una volta sola, a volte una dozzina di volte in un chorus, attraverso tonalità diverse. Quando un allievo mi dice che un brano «è difficile», nove volte su dieci il problema è un ii–V–I che non sa ancora suonare senza pensarci.
Questo articolo è l’esercizio che uso a lezione. Procede in quattro passi, dal voicing più semplice al suono di un pianista jazz che lavora. Ogni esempio si può suonare, e ogni esempio ha un pulsante Tutte le 12 tonalità. Usalo: un ii–V–I che sai suonare solo in C non è ancora tuo.
Cos’è un ii–V–I?
Numera le note di una scala maggiore da 1 a 7 e costruisci un accordo di settima su ciascuna. In C maggiore, l’accordo sulla 2ª nota è Dm7 (ii), l’accordo sulla 5ª nota è G7 (V) e l’accordo sulla 1ª nota è Cmaj7 (I). Suonali in quest’ordine e hai un ii–V–I: una tensione che cresce sul ii, arriva al culmine sul V e si risolve sul I.
Le fondamentali salgono ogni volta di una 4ª: da D a G, da G a C. Ecco perché la progressione è così forte: segue il circolo delle quarte, lo stesso percorso che fa il basso nella maggior parte degli standard.
| Tonalità | ii | V | I |
|---|---|---|---|
| C | Dm7 | G7 | Cmaj7 |
| F | Gm7 | C7 | Fmaj7 |
| B♭ | Cm7 | F7 | B♭maj7 |
| E♭ | Fm7 | B♭7 | E♭maj7 |
| A♭ | B♭m7 | E♭7 | A♭maj7 |
| D♭ | E♭m7 | A♭7 | D♭maj7 |
| G♭ | A♭m7 | D♭7 | G♭maj7 |
| B | C♯m7 | F♯7 | Bmaj7 |
| E | F♯m7 | B7 | Emaj7 |
| A | Bm7 | E7 | Amaj7 |
| D | Em7 | A7 | Dmaj7 |
| G | Am7 | D7 | Gmaj7 |
Nota che nella tabella il I di una tonalità è seguito dal ii della successiva: lungo il circolo, ogni tonalità è una 4ª più in alto. Anche molti brani si muovono così.
Passo 1: shell voicing, lo scheletro
Comincia con due note nella mano sinistra: la fondamentale e una nota guida. Fondamentale + 7ª sul ii, fondamentale + 3ª sul V, fondamentale + 7ª sul I. In C la nota superiore fa C – B – B: un semitono, poi niente. (Se gli shell voicing sono una novità per te, comincia dalla mia lezione sulle note guida.)
Dm7: D–C · G7: G–B · Cmaj7: C–B
Non saltare questo passo anche se ti sembra troppo facile. Lo scopo è sentire le note guida, le 3ª e le 7ª, che si muovono con gli spostamenti più piccoli possibili. Ogni voicing più ricco di questo articolo è fatto di queste stesse note in movimento, con i colori aggiunti intorno.
Passo 2: voicing senza fondamentale, il suono dei dischi
Ascolta quasi qualsiasi trio di pianoforte jazz dalla fine degli anni ’50 in poi e sentirai la mano sinistra suonare accordi di quattro note senza la fondamentale. La fondamentale la suona il contrabbassista; il pianista suona la 3ª, la 7ª e due note di colore, la 9ª e la 5ª (o la 13ª su un accordo di dominante).
Ogni accordo ha due forme:
- Tipo A: parte dalla 3ª. Dm7 = F–A–C–E (3, 5, 7, 9).
- Tipo B: parte dalla 7ª. Dm7 = C–E–F–A (7, 9, 3, 5).
In un ii–V–I le alterni, A – B – A o B – A – B, e la mano resta quasi ferma:
Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D
Segui ogni voce: F resta F, A resta A, C scende su B, E resta E. Poi F scende su E, A scende su G, B resta B, E scende su D. Ogni voce si muove di un semitono, di un tono o resta dov’è. Questo è tutto il segreto di un’armonia jazz fluida.
Dm7: C–E–F–A · G13: B–E–F–A · Cmaj9: B–D–E–G
Passo 3: due mani, per quando suoni da solo
Senza contrabbassista, la fondamentale torna a servire. Dividi l’accordo: la mano sinistra suona fondamentale + 7ª, la mano destra suona la 3ª e due colori sopra. Questo suono pieno e aperto funziona per intro, finali e ballad, ed è un buon modo per imparare quali note di colore appartengono a quale accordo.
Dm9: D–C + F–A–E · G13: G–F + B–E–A · Cmaj9: C–B + E–G–D
Sull’accordo V la mano destra suona 3 – 13 – 9 (B – E – A su G7). Quella 13ª è uno dei suoni più tipici di un accordo di dominante nel jazz.
Dagli swing: i ritmi di comping
Un voicing tenuto per tutta la battuta non è ancora comping. Suona i voicing senza fondamentale corti, con il ritmo Charleston (il 1º movimento e il levare del 2). Più avanti varialo: anticipa un accordo sul levare del 4, lascia una battuta vuota, rispondi alla melodia. Comincia da qui:
Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D · Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D
Passo 4: il ii–V–i minore
In una tonalità minore gli accordi cambiano colore: il ii è semidiminuito (m7♭5), il V di solito prende la ♭9 e il i è un accordo minore settima. In C minore: Dm7♭5 – G7♭9 – Cm7.
Una bella versione a tre note muove ogni voce di un grado o la lascia ferma: C–F–A♭, poi B–F–A♭, poi B♭–E♭–G. Segui la voce più bassa: C scende di un semitono su B, la 3ª di G7, e poi di un altro semitono su B♭, la 7ª di Cm7. Ascolta la nota A♭, la ♭9 di G7: scende di un semitono su G, la 5ª di Cm7. E F, la 7ª di G7, scende su E♭, la 3ª minore.
Dm7♭5: C–F–A♭ · G7♭9: B–F–A♭ · Cm7: B♭–E♭–G
L’esercizio in 12 tonalità
Girare lungo il circolo delle quarte è il metodo classico, ed è esattamente quello che fanno i pulsanti Tutte le 12 tonalità qui sopra. Il mio esercizio preferito per gli allievi, però, va giù per toni: dopo l’accordo I in C, il ii–V–I successivo parte un tono più in basso, in B♭. Sei tonalità ti fanno fare tutto il giro; le altre sei partono da D♭.
Dm7: F–A–C–E · G13: F–A–B–E · Cmaj9: E–G–B–D
E♭m7: G♭–B♭–D♭–F · A♭13: G♭–B♭–C–F · D♭maj9: F–A♭–C–E♭
Un piano di quattro settimane, dieci minuti al giorno:
- Settimana 1: A – B – A nelle prime sei tonalità (C, B♭, A♭, G♭, E, D). Lentamente, metronomo a 60, un accordo per battuta.
- Settimana 2: A – B – A nelle altre sei tonalità (D♭, B, A, G, F, E♭). Alla fine della settimana, quando ti senti a tuo agio, aggiungi un ritmo: il ritmo Charleston, o uno qualsiasi dei cinque ritmi della mia lezione su come fare comping.
- Settimana 3: B – A – B nelle prime sei tonalità, di nuovo lentamente, un accordo per battuta.
- Settimana 4: B – A – B nelle altre sei tonalità. Alla fine della settimana, quando ti senti a tuo agio, aggiungi di nuovo i ritmi.
Dopo le quattro settimane, aggiungi il ii–V–i minore, quattro tonalità al giorno.
Di’ ad alta voce i nomi degli accordi mentre suoni. Quando riesci a fare un giro completo senza fermarti, quel passo è fatto.
Gli errori che sento più spesso
- Imparare forme, non accordi. Se conosci «il tipo A» solo come posizione della mano, ogni tonalità nuova è un rompicapo nuovo. Dai un nome alle note: «G7, tipo B: F, A, B, E».
- Partire sempre dal tipo A. In alcune tonalità il tipo A sta troppo in basso, o il tipo B troppo in alto. Scegli la forma in base a dove cade sulla tastiera.
- Troppo in basso. Un voicing senza fondamentale che parte sotto D3 suona come fango. Spostalo più su.
- Suonare su ogni movimento. Lascia spazio. Il comping è una conversazione con il solista, non un metronomo.
- Esercitarsi solo in C. La maggior parte degli standard vive in F, B♭, E♭ e A♭. Se puoi, esercitati prima lì.
Le domande dei miei allievi
Perché si scrive «ii–V–I» con lettere minuscole e maiuscole?
I numeri romani minuscoli indicano un accordo minore (ii = Dm7 in C), i maiuscoli un accordo maggiore o di dominante (V = G7, I = Cmaj7). È un modo rapido per indicare la progressione in qualsiasi tonalità.
Mi servono i voicing senza fondamentale se suono da solo?
Non sempre. Da solo, spesso funzionano meglio i voicing a due mani del passo 3 o gli shell voicing sotto una melodia. I voicing senza fondamentale sono il suono del pianista in una band, e in ogni caso sono un ottimo allenamento per orecchie e mani.
Come lo uso su un brano vero?
Trova i ii–V–I nella griglia e segnali con delle parentesi. Un brano come «Autumn Leaves» non è fatto quasi d’altro, ed è per questo che è un primo standard così buono.
Cosa viene dopo
I voicing senza fondamentale del passo 2 sono il cuore della mano sinistra del pianoforte jazz moderno. Approfondisci con i voicing di Bill Evans per la mano sinistra, e inserisci l’esercizio in una routine di studio quotidiana di 20 minuti.
Ascolti consigliati
Brani costruiti sui ii–V–I, maggiori e minori. Ascolta gli accordi che si muovono fluidi sotto gli assoli.
- “Tune Up”, Miles Davis Quintet · Cookin’ (1956): Red Garland, pianoforte
- “Four”, Miles Davis Quintet · Workin’ (1956): Red Garland, pianoforte
- “Airegin”, Miles Davis Quintet · Cookin’ (1956): Red Garland, pianoforte
- “Moment’s Notice”, John Coltrane · Blue Train (1957): Kenny Drew, pianoforte
- “Joy Spring”, Clifford Brown and Max Roach · Clifford Brown & Max Roach (1954): Richie Powell, pianoforte
- “Solar”, Bill Evans Trio · Sunday at the Village Vanguard (1961)
- “Witchcraft”, Bill Evans Trio · Portrait in Jazz (1959)
- “Blue Bossa”, Joe Henderson · Page One (1963): ii–V–i minore; McCoy Tyner, pianoforte
- “Recorda Me”, Joe Henderson · Page One (1963): McCoy Tyner, pianoforte
- “Stablemates”, Miles Davis · Miles: The New Miles Davis Quintet (1955): Red Garland, pianoforte